venerdì 27 settembre 2013

Middlesex - Jeffrey Eugenides

Vincitore premio Pulitzer per la narrativa 2003

Middlesex è la storia di uno pseudoermafrodito. Più precisamente è la storia di un particolare gene che attraversa la sua genealogia.
Eugenides riesce a trasformare un caso da raro ad universale. Nonostante questa realtà eccezionale è impossibile non sentirsi parte degli eventi.
Il gene misterioso passa di generazione in generazione. Come nel gioco della bottiglia è il caso (o forse il destino?) a vincere. Calliope Stephanides subisce l'errore dei suoi nonni e dei suoi genitori e nasce con entrambi i sessi.
La storia del gene e poi quella dei suoi effetti si svolgono tra la Turchia e L'America. Un lungo scontro tra il potere dell'Uomo e quello della Natura che ha come sfondo il crollo dell'Impero Ottomano, il proibizionismo, i conflitti razziali. Gli eventi descritti nel libro sono tantissimi. Diversi tra loro e lontani anche in senso geografico: si passa dal paesino turco Bitinio all'americana Detroit.
La scoperta della sessualità è un tema che viene trattato con estrema delicatezza. Bisogna tralasciare lo stereotipo del preadolescente e questo libro lo permette. Dimenticate la ragazza americana sfigata che diventa la reginetta del ballo, scordatevi i voli di due, tre o quattro metri sopra il cielo.
Calliope ha origini greche. Questo comporta una serie di riti che formano circuiti di corrispondenze. Nonostante ciò il fil rouge del romanzo è ben visibile e il suo districarsi è ancora più chiaro quando infine si ha una visione d'insieme della storia.

Middlesex è il mondo reale. Il mondo sfumato nei suoi colori. Non esiste alcun raggiungimento, alcuna conclusione. Solo emozioni, e la vita.

Leggere Middlesex è un piacere e un arricchimento.

Buona Lettura.



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