![]() |
| Vincitore premio Pulitzer per la narrativa 2003 |
Middlesex è la storia di
uno pseudoermafrodito. Più precisamente è la storia di un
particolare gene che attraversa la sua genealogia.
Eugenides riesce a
trasformare un caso da raro ad universale. Nonostante questa realtà
eccezionale è impossibile non sentirsi parte degli eventi.
Il gene misterioso passa
di generazione in generazione. Come nel gioco della bottiglia è il
caso (o forse il destino?) a vincere. Calliope Stephanides subisce
l'errore dei suoi nonni e dei suoi genitori e nasce con entrambi i
sessi.
La storia del gene e poi
quella dei suoi effetti si svolgono tra la Turchia e L'America. Un
lungo scontro tra il potere dell'Uomo e quello della Natura che ha
come sfondo il crollo dell'Impero Ottomano, il proibizionismo, i
conflitti razziali. Gli eventi descritti nel libro sono tantissimi. Diversi tra loro e lontani anche in senso geografico: si passa dal paesino turco Bitinio all'americana Detroit.
La scoperta della
sessualità è un tema che viene trattato con estrema delicatezza.
Bisogna tralasciare lo stereotipo del preadolescente e questo libro
lo permette. Dimenticate la ragazza americana sfigata che diventa la
reginetta del ballo, scordatevi i voli di due, tre o quattro metri
sopra il cielo.
Calliope ha origini
greche. Questo comporta una serie di riti che formano circuiti di
corrispondenze. Nonostante ciò il fil rouge del
romanzo è ben visibile e il suo districarsi è ancora più chiaro
quando infine si ha una visione d'insieme della storia.
Middlesex è il mondo reale. Il mondo sfumato nei suoi colori. Non esiste alcun raggiungimento, alcuna conclusione. Solo emozioni, e la vita.
Leggere Middlesex è un piacere e un arricchimento.
Buona Lettura.

Nessun commento:
Posta un commento