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| Humphrey Bogart in Una pallottola per Roy |
Una pallottola per Roy (1941) segna il passaggio, per la Warner Bros, dai gangsters movies al genere noir.
Questi film che vanno dal '41 al '58 sono quei film che per qualità e stile si sono distinti tra i B movies truculenti dell'epoca. Influenzarono i cinesti come Polanski, Coppola, Truffaut, Scorsese, Chabrol, Tarantino, Kitano, Fincher e molti altri. Questi nuovi cineasti hanno sfornato per trent'anni un nuovo tipo di noir, il neo-noir.
Film come Chinatown di Polanski, Taxi Driver di Scorsese, Le Iene di Tarantino, La Conversazione di Coppola e Seven di Fincher.
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| Le catene della colpa |
La parola Noir (nero) è stata coniata dai francesi. Nacque subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Per i cinque anni della guerra i francesi non poterono visionare nessun film americano.
Non appena tornarono a circolare, i francesi riconobbero in essi una cupezza delle atmosfere e del soggetto. In America erano dei film disprezzati dalla critica e nati soltanto per incassare ai botteghini.
Solo negli anni '60 iniziarono anche ad essere apprezzati anche dalla patria natale. Quando nelle scuole di cinema la nuova generazione di studenti di cinema traeva ispirazione anche dai classici del noir.
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| Il terzo uomo |
Alcuni titoli: La fiamma del peccato, T-Men, Detour, Doppio Gioco, L'infernale Quinlan, Il diritto di uccidere.
Le radici del noir sono molteplici e profonde.
In ambito letterario presero ispirazione da opere gialle di autori hard-boiled come Hammett,Chandler, Cain, Goodis e Woolrich. Da non sottovalutare l'influenza di Hemingway e simili. Per quanto riguarda i dialoghi in prosa schietta ma poetica.
Queste opere furono infatti le prime ad essere adattate al cinema.
Il mistero del falco di Hammett, Il postino suona sempre due volte di Cain, Il grande sonno di Chandler, eccetera.
L'espressionismo tedesco influenzò non poco il cinema noir. Il gabinetto del dottor Calligari del '19, i capolavori di Fritz Lang o di F.W. Murnau (Nosferatu il vampiro) vennero molto apprezzati in America dall'industria cinematografica che iniziò a produrre moltissimi film horror.
La nausea di Sartre e le idee di Freud, che spopolavano ovunque, portarono sempre più gente dall'analista. Teorie sull'assurdità dell'esistenza presero piede in un mondo inginocchiato dalla depressione economica e dalla guerra.
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| un'altra scena de Le catene della colpa |
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| Il grande sonno |
I temi del noir:
Il fantasma del passato
Spesso presente nei film di questo genere. I protagonisti spesso fuggono dal ricordo traumatico. Cercano rifugio in posti bui o scarsamente illuminati.
Il fatalismo
Il Caso regna sovrano e gli eventi gli gravitano attorno. Non bastano buone intenzioni o speranze, gli eventi accadono e basta.
Archetipi
Molto di rado è un investigatore privato il cercatore di verità. Chi cerca di scoprire la verità.
Un poliziotto o un criminale. Non si tratta mai di una donna.
Il braccato.
Il protagonista viene spesso braccato dall'inizio alla fine del film.
Un uomo emarginato che non accetta un mondo incomprensibile governato dal caso.
La femme fatale.
Sono donne forti che vivono in un mondo maschilista e con ogni mezzo, anche la sensualità, cercano di affermare la propria volontà.
Iconografia
La forma visiva del noir la si ritrova nei quadri di Hopper e Marsh.
Il chiaroscuro.
Una luce soffusa nello stile di Rembrant o Caravaggio. Luci e ombre che determinano un immagine ad alto contrasto. Sia negli esterni che negli interni schermati da tende e veneziane. La luce dura, senza filtro. Di taglio. Illumina soltanto una parte del volto creando tensione drammatica.
Bianco e nero. Esterni desolati. Riprese notturne.
Inquadrature insolite.
Dal basso o dall'alto. Prospettive insolite di stampo espressionista.
Camera in movimento.
Con lunghe riprese. Piani sequenza. Si riesce in tal modo ad aumentare la suspence.
Il paesaggio urbano.
I film noir vengono ambientati in grandi città. Luogo di corruzione. Il perfetto teatro per un omicidio.
Il flashback.
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| La polizia bussa alla porta |
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| The black book aka Reign of terror |
Dialoghi
Scuola hard-boiled.
Ritmo inclazante.
I dialoghi hanno un ritmo incalzante e si avvalgono molto spesso di doppi sensi o giochi di parole.
La voce narrante fuori campo.
Espediente diffuso tra gli scrittori hard-boiled.
In questo modo lo spettatore penetrava nella mente del protagonista condividendone l'angoscia.
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| Sul set de La banda Pellettier (1942) |