martedì 1 ottobre 2013

"Obsolescenza programmata"


Tutti i nostri cari oggetti di consumo, dai quali nessuno riesce a separarsi, nascondono un segreto.
Le lampadine, i televisori, gli elettrodomestici, i computer, i cellulari, le automobili e tutto il resto.
Inesorabilmente si rompono e ripararli non conviene quasi mai.
Quindi perché non comprarsi il modello nuovo?
La cosa ormai è considerata da tutti "normale". In realtà, invece, un oggetto dovrebbe esser stato costruito per durare il più a lungo possibile. Ma se una lampadina durasse cento anni. Allora i costruttori di lampadine cosa venderebbero?
Ricordo il caso della lampadina ultra centenaria della caserma dei vigili del fuoco di Livermore, sud California.
Accesa dal 1901.
La lampadina ultra centenaria

Oppure l'auto da un milione di miglia (circa 1.600.000 km). Una Porsche 356 con 45 anni di utilizzo. E neanche uno scricchiolio all'interno!  vedi il nostro post a riguardo
Ecco che allora vengono progettati oggetti che si guastino in modo non troppo evidente. Di modo da spingere il consumatore all'acquisto di un nuovo modello.
Diventa così per tutti "normale" che una lampadina abbia quel determinato costo e quella determinata durata. In pratica una scadenza.
La colpa, per quanto riguarda la lampadina, la si attribuisce magari al filo di tungsteno. Quando invece il vero colpevole (per così dire) è lo stesso progettista.
Si chiama obsolescenza programmata. Nata negli Stati Uniti agli inizi del novecento di pari passo con  le prime grandi produzioni.
La prima ad applicarla fu la Phoebus nel 1924 proprio per una lampadina. Limitarono il numero delle ore di vita. Una lampadina durava in media 2500 ore. Loro la limitavano a 1000!
Come garanzia per continuare a vendere.


Gli esempi più tipici di obsolescenza:

Lavatrici: Rottura maniglia. Per ripararla si deve sostituire tutto l'oblò.
Abbigliamento: Rottura delle cerniere lampo. Difficili da sostituire.
Spazzolini elettrici: La batteria smette di ricaricarsi. Non sostituibile poiché chiusa ermeticamente.
Televisori: Guasto dei condensatori elettrolitici. Sensibili all'aumento di temperatura. A volte posizionati vicino alle fonti di calore del televisore.
Notebook: Surriscaldamento a danno dell'hardware. La ventola è in una posizione che ne rende difficile la manutenzione e pulizia. Il raffreddamento è compromesso.

Il costo dell'assistenza e quindi la manodopera oltre che i componenti costosi spingono il consumatore ad acquistare un nuovo prodotto.
Adesso un esempio dedicato all'essere più splendido. La donna.
Le calze di nylon, messe in commercio agli inizi degli anni '40, erano praticamente indistruttibili.
Fatti dello stesso materiale dei paracadute!
Fu quindi modificato il materiale per renderlo più fragile.
Apple invece negava la possibilità di sostituire le batterie di alcuni modelli di ipod.
Che smettevano di funzionare e l'assistenza consigliava l'acquisto di un nuovo ipod.

cellulari "obsoleti"


L'idea dei beni di consumo in scadenza fu di Bernard London. Il pamphlet dal titolo Uscire dalla depressione attraverso l'obsolescenza programmata (1932) dava una prospettiva di vita per tutti i prodotti di consumo. Una volta scaduti dovevano essere ritirati dal mercato e distrutti. L'obiettivo era semplice: produrre nuovi prodotti per sostituire quelli obsoleti.

L'economia è salva. Ma noi?


L'obsolescenza programmata costa circa 100 miliardi di euro l'anno.
Genera anche un'enorme quantità di rifiuti. Circa 238 mila tonnellate l'anno in Italia.
Circa 4 kg a testa.
Lo smaltimento è costoso. Si preferisce spedirli nel terzo mondo, dove si generano enormi discariche hi-tech.

Ma le garanzie?
Le garanzie ci fregano alla grande. Ogni oggetto è programmato per rompersi dopo il periodo di copertura della garanzia. Infatti, anche se foste ostinati non vi converrebbe continuare a riparare.
Riparare un auto costa 20 volte di più che comprarne una nuova! ;)

Il documentario Il complotto della lampadina di Cosima Dannoritzer mostra una stampante che smette di funzionare. Il proprietario, dopo numerosi giri, scopre che in internet c'è un software creato da un hacker russo capace di riparala. Il software azzera il contatore nell'apparecchio che ha il compito di bloccarlo dopo 15/18 mila copie.



discarica hi-tech


via | Focus





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